Entri in Galleria Vittorio Emanuele II, il marmo lucido, il brusio che cresce, l’odore di burro appena fuso. Prendere colazione da Carlo Cracco attira e spaventa: l’esperienza, il nome, il conto. Due cappuccini, due croissant. Quanto può mai costare, davvero?
Le saracinesche si alzano piano, come palpebre. I camerieri piegano tovaglioli con gesti da prestigiatori, una coppia spunta dal nulla e chiede: “È aperto?”. Ci sediamo anche noi, vista mosaico, le vetrine che brillano prima dei turisti. Ordiniamo senza farla lunga: due cappuccini, due croissant, grazie. Le tazze arrivano con disegni di latte ben tirati, il profumo del cornetto è quasi teatrale. Stringo il piattino, ascolto la sala, misuro l’attesa. E poi arriva lo scontrino.
2 cappuccini e 2 croissant: ecco quanto paghi in Galleria
La cifra non è solo un numero, è un racconto di luogo, servizio, aspettative. Quel giorno il conto è stato chiaro: cappuccino 7 € l’uno, croissant 4,5 € l’uno, servizio al tavolo 2 € complessivi. Lo scontrino diceva 25,00 euro. È molto? Dipende da cosa stai comprando oltre al caffè. È la cornice, le luci, il ritmo di Milano che s’impiglia nella crema del cappuccio. È un piccolo lusso, e si sente.
Una signora di Bergamo accanto a noi sorrideva: “Mio figlio si laurea, volevo farlo qui”. Sul suo scontrino: cappuccini 14 €, due croissant alla crema 10 €, servizio al tavolo 2 €, totale 26 €. Al banco sarebbe costato meno, ci dice il cameriere, perché il coperto non si applica e la maggiorazione sala scompare. Non è un trucco, è il listino: in Galleria le regole cambiano dalla sedia allo sgabello. L’esperienza lievita col posto, non solo con il lievitato.
Ha senso? Sì, se pensiamo al prezzo come somma di fattori tangibili e invisibili. Materie prime curate, personale formato, affitto stellare, posizione iconica, gestione dei flussi. E poi il valore simbolico: bere un cappuccino sotto la cupola non è come farlo in una via qualsiasi. C’è l’effetto cartolina, c’è la memoria che scatta una foto nella testa. In Galleria non paghi solo ciò che bevi. Paghi un frammento di Milano, servito caldo.
Come leggere lo scontrino e scegliere senza pentirsene
Prima di sederti, chiedi due cose semplici: “Prezzi al tavolo o al banco?” e “C’è servizio?”. Occhio alle voci “special” o alle paste del giorno, a volte valgono qualche euro in più perché sono farcite o firmate. Dai un’occhiata al menù QR sul tavolo, è lì per questo. Se vuoi rimanere in una certa cifra, ordina essenziale: cappuccino classico, croissant semplice. La città è meravigliosa anche senza glassa.
Gli errori tipici? Sedersi di slancio e scoprire la maggiorazione alla fine, confondere il prezzo al banco con quello al tavolo, aggiungere latte alternativo pensando che costi uguale. Capita a tutti quel momento in cui la fretta decide al posto nostro. Respira, chiedi, scegli. Se stai festeggiando, goditela. Se cerchi un rito quotidiano, valuta alternative vicine, più morbide sul portafoglio. Diciamolo: nessuno fa davvero questa cosa tutti i giorni.
Un cameriere, con un sorriso di chi ne ha viste, lo riassume così.
“Qui la gente viene per tre cose: il cappuccino, il posto, il momento. Il prezzo tiene insieme tutto questo. Se vuoi solo il caffè, il banco è perfetto.”
- Banco: stesso prodotto, niente servizio, atmosfera più rapida.
- Tavolo: vista, tempo, comodità, maggiorazione chiara sul menù.
- Lievitati “signature”: costano di più, sono lavorati a vista, pezzi limitati.
- Chiedi sempre: latte alternativo, extra crema, gusti speciali hanno prezzo dedicato.
Vale la pena? Dipende da cosa cerchi la mattina
Milano ti dà sempre due strade: funzione o rito. Se hai una riunione alle 9, il bar di quartiere ti mette in tasca un espresso in un minuto. Se vuoi fermare l’orologio, la colazione in Galleria è un bottone pausa. Qui due cappuccini e due croissant hanno il sapore del “ce lo ricordiamo domani”. La cifra può pizzicare, ma c’è un perché che va oltre la crema. La scelta è tua, sempre. Se ci andrai, fallo cosciente: il conto è il biglietto di un piccolo spettacolo mattutino. Se non ci andrai, nulla di perso: Milano sa essere speciale anche sotto i portici di una via stretta.
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| Prezzo medio al tavolo | Cappuccino ~7 €, croissant ~4,5 €, servizio ~2 € | Capire “quanto spendo” prima di ordinare |
| Banco vs tavolo | Al banco niente servizio e prezzi più bassi | Strategia per godersi il posto senza sorprese |
| Valore immateriale | Location iconica, tempo, atmosfera | Decidere se il “rito” vale il sovrapprezzo |
FAQ :
- Quanto costa 1 cappuccino e 1 croissant da Cracco al tavolo?Indicativamente 11,5–12 €, in base al tipo di croissant e al listino del giorno.
- Al banco si paga il servizio?No. Al banco il prezzo è più basso e non c’è maggiorazione di sala.
- I prezzi variano a seconda dell’orario?No, ma cambiano in base alla tipologia di prodotto (lievitati speciali, latte alternativo, extra).
- Posso vedere il listino prima di sedermi?Sì. Chiedi il menù o scansiona il QR. Chiarisce subito banco/tavolo e voci aggiuntive.
- Esistono alternative più economiche nelle vicinanze?Sì. A pochi minuti a piedi trovi bar storici e moderni con cappuccino 1–2 € in meno e cornetti più economici.










25 € pour 2 cappucini et 2 croussants, c’est salé. Mais en Gallerie, on paie la scène: marbre, service, minute volée. À chacun son petit luxe.
Question bête: au banco, le même duo cappuccino + croissant simple, c’est combien chez Cracco? 9–10 € max? Et le coperto disparaît bien? J’aimerais éviter la mauvaise surprise.