Nelle case nuove stanno già abbandonando il riscaldamento a pavimento: tutti scelgono questa alternativa

Nelle case nuove stanno già abbandonando il riscaldamento a pavimento: tutti scelgono questa alternativa

Il pavimento caldo era il sogno di una generazione. Nei cantieri del 2025, però, molti lo stanno togliendo dai capitolati: tempo di una scelta nuova, invisibile e reattiva. Nelle case nuove stanno già abbandonando il riscaldamento a pavimento: tutti scelgono questa alternativa.

La signora che compra chiede “ma in inverno…?”, il tecnico sorride e mostra la centrale compatta sul balconcino tecnico: pompa di calore aria-aria, canalizzata, con VMC, filtri e app sul telefono. Si sente quasi un sospiro di sollievo del capocantiere, che racconta dei tempi guadagnati, degli strati in meno, dei pavimenti liberi al centimetro. *Senti il soffio solo quando serve.*

Capita a tutti quel momento in cui torni a casa e vuoi caldo subito, non domani mattina quando il massetto si sarà scaldato. Qui la promessa è proprio questa: comfort veloce, controllo stanza per stanza, raffrescamento estivo già integrato. Non dal pavimento.

Perché il pavimento radiante non convince più

In una casa ben coibentata il fabbisogno termico è basso, i vetri sono performanti, la tenuta all’aria è alta: l’inerzia termica del pavimento radiante diventa un freno, non un vantaggio. Cambi il meteo in mezza giornata, lavori da casa solo al pomeriggio, ospiti amici la sera e vuoi alzare di due gradi senza attendere ore. **La vita reale chiede impianti che reagiscono in minuti, non in ore.** Con i sistemi radianti il comfort è dolce ma lento, e quando arriva aprile serve deumidificare se vuoi raffrescare nell’inerzia della primavera. Le nuove abitudini – smart working, soggiorni compatti, stanze flessibili – dicono un’altra cosa.

Un’impresa milanese ce l’ha raccontato in cantiere: “Nei capitolati fino al 2021 tutti chiedevano radiante, dal 2023 le richieste sono cambiate”. Nel loro ultimo stabile da 40 unità hanno scelto una pompa di calore multisplit canalizzata, VMC con recupero e diffusione a travi del corridoio, liberando il pavimento per finiture senza vincoli e dimezzando i tempi del massetto tecnico. Una giovane famiglia al secondo piano, con un bimbo piccolo, ha apprezzato una cosa semplice: in 15 minuti il soggiorno sale di due gradi, in agosto scende a 26 senza condensa perché la VMC tiene a bada l’umidità. La differenza, dicono, la senti nelle mezze stagioni.

C’è anche una ragione progettuale: il radiante vive di acqua tiepida e massa, quindi inerzia e controlli più lenti; il raffrescamento a pavimento richiede deumidifica dedicata e con pavimenti in legno qualcuno teme i cicli. L’aria-aria canalizzata, con inverter e diffusione a bassa velocità, è rapida, modulante, filtra pollini e polveri, integra caldo e freddo nello stesso corpo macchina. Non è la solita “bocchetta rumorosa” di una volta: con condotte ben dimensionate e griglie corrette lavora in silenzio, taglia i consumi se c’è fotovoltaico e dialoga con sensori di CO₂ e umidità. Il comfort non è solo temperatura: è qualità dell’aria, controllo, risposta.

L’alternativa che stanno scegliendo: aria-aria canalizzata con VMC

La ricetta che si vede nei cantieri nuovi è concreta: pompa di calore aria-aria con unità interna canalizzabile, rete di condotte coibentate nel controsoffitto della zona corridoi, diffusori lineari in soggiorno e camere, ritorno d’aria nascosto in nicchie o disimpegni. La VMC a doppio flusso con recupero si accoppia all’impianto e si occupa di ricambio, filtrazione e sonda di umidità, così il raffrescamento è stabile e asciutto anche quando fuori è afoso. Le zone? Giorno e notte separate, più una regolazione dedicata per lo studio se ci lavori spesso: poche scelte chiare, meglio che dieci micro-termostati che nessuno usa davvero.

Per farlo bene servono tre cose semplici: percorso corto e dritto delle canalizzazioni, velocità dell’aria bassa per evitare fruscii, diffusori dimensionati per soffiare “largo” e non a getto. I filtri si cambiano a cadenza reale, guidata dalle ore di lavoro e dalla qualità dell’aria, non dal calendario appeso in cucina. Diciamocelo: nessuno regola i cronotermostati stanza per stanza ogni giorno. Con un impianto così la logica è automatica ma trasparente: se l’umidità sale, la VMC aumenta il passo; se il sole scalda il lato sud, la mandata modula prima in soggiorno, poi nel resto.

Quando arrivano i problemi, di solito sono figlie di scorciatoie: condotti troppo stretti, griglie puntate addosso al divano, macchine senza spazio per la manutenzione. **Se senti rumore o correnti, non è colpa dell’aria: è un progetto fatto in fretta.**

“Il futuro delle nuove costruzioni è un ibrido intelligente: aria-aria per la dinamica, VMC per la sanità dell’aria, fotovoltaico per l’energia. Senza caldaia, senza gas” racconta un impiantista con trent’anni di cantieri.

  • Comfort rapido: da freddo a caldo percepito in pochi minuti.
  • Raffrescamento integrato: niente split a vista, niente condensa errante.
  • Aria migliore: filtri antipolline, sensori di CO₂, ricambi costanti.
  • Spazi liberi: zero vincoli sul pavimento, altezze gestite nel solo corridoio.

E se domani cambiano ancora le regole?

La sensazione, parlando con chi costruisce e con chi compra, è che la flessibilità sia la vera polizza sul futuro. Con l’aria canalizzata cambi la logica senza rifare il pavimento, aggiorni le bocchette, aggiungi sensori, migliori i filtri, e il cuore della macchina resta in un vano tecnico accessibile. **Non è una moda: è un cambio di abitudini.** In città dove lo spazio conta, avere soffitti puliti e pavimenti liberi fa piacere oggi e vende meglio domani. C’è chi teme l’aria secca: tema reale solo se si spinge troppo, ma con VMC e regolazioni morbide l’equilibrio si trova, e l’aria filtrata fa bene a tutti, allergici compresi.

Qualcuno resterà fedele al pavimento radiante per il suo calore diffuso, e va bene così. Qui non c’è un dogma, c’è una tendenza: case più leggere, impianti più intelligenti, comfort che segue la vita invece di dettarla. Se hai vissuto un inverno con termosifoni alti, un’estate con split rumorosi e una primavera di “accendi-spegni”, capisci perché tanti costruttori stanno cambiando. Le domande da fare al prossimo sopralluogo sono nuove, ed è un bel segno.

Punto chiave Dettaglio Interesse per il lettore
Alternativa scelta Pompa di calore aria-aria canalizzata con VMC Caldo e freddo rapidi, aria filtrata, impianto invisibile
Perché meno pavimento radiante Inerzia alta, vincoli di massetto, deumidifica separata Comfort più reattivo e cantieri più snelli
Cosa chiedere al costruttore Zone giorno/notte, progetto acustico, accesso filtri Evitare rumori, aria secca e manutenzioni complicate

FAQ :

  • Cos’è un sistema aria-aria canalizzato con VMC?È una pompa di calore che immette aria calda o fredda tramite condotte nascoste, abbinata a ventilazione meccanica controllata per ricambio e filtrazione.
  • Consuma più o meno del pavimento radiante?In case ben isolate i consumi sono comparabili; la risposta rapida e l’integrazione con fotovoltaico possono ridurre i kWh nelle mezze stagioni.
  • Fa rumore o crea correnti d’aria?Se il progetto è giusto, lavora a bassa velocità con diffusori adeguati e resta quasi impercettibile; correnti e fruscii nascono da dimensionamenti sbagliati.
  • Raffresca davvero senza umidità fastidiosa?Sì, perché la VMC gestisce l’umidità e i sensori modulano i ricambi; la percezione è uniforme, non “a getto” come uno split a vista.
  • È adatto anche alle ristrutturazioni?Spesso sì, se c’è spazio per controsoffitti nei corridoi; dove non c’è, si valutano canalizzazioni ridotte o soluzioni ibride con fan-coil.

1 commento su “Nelle case nuove stanno già abbandonando il riscaldamento a pavimento: tutti scelgono questa alternativa”

  1. Christellefoudre

    Donc on abandonne le plancher chauffant pour de l’air-aire canalisé ? Et le bruit/la poussière sur 10 ans, on en parle ?

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