Metro B oltre il raccordo: approvata la mozione per far arrivare i treni a Castel di Marmo

Metro B oltre il raccordo: approvata la mozione per far arrivare i treni a Castel di Marmo

La mozione è passata: la Linea B vuole spingersi oltre il Grande Raccordo Anulare e arrivare a Castel di Marmo. Una frase che per chi vive fuori dal GRA suona come ossigeno, per Roma una piccola rivoluzione in bozza.

Una mamma con lo zaino del figlio tra le braccia guarda il telefono, due messaggi vocali, poi alza gli occhi verso i binari: “Se arrivasse fin lì…”. Lì è Castel di Marmo, territorio che oggi esiste solo nella mappa dei pendolari come una promessa, un punto oltre la barriera invisibile del raccordo. Il brusio è da lunedì qualunque, ma circola un’altra energia, quasi superstiziosa. Chi parla di “passo storico”, chi di “ennesimo annuncio”, chi semplicemente fa i conti in testa tra coincidenze e tempi morti tagliati. Le mani stringono il corrimano, una fermata dopo l’altra, con quella domanda che morde. Quanto manca davvero?

Il sì che cambia la mappa

La mozione approvata in Campidoglio impegna Sindaco e Giunta ad avviare gli atti per portare la Metro B a **Castel di Marmo**. Su carta è un indirizzo politico, nella vita reale è un segnale preciso: si apre il cassetto dei progetti, si cerca la traiettoria possibile. A Roma le linee della metropolitana non crescono tutti i giorni, e quando lo fanno è perché qualcuno ha messo un puntino rosso sulla mappa e ha detto “qui”. La città ascolta col fiato corto.

Prendiamo Marco, 42 anni, turni in magazzino, casa oltre il **Grande Raccordo Anulare**. Ogni mattina lascia l’auto vicino a una fermata bus, poi giù verso la B, due cambi e un panino mangiato in piedi. Con il prolungamento, il suo viaggio si accorcia di una coincidenza e si allunga la vita che ci sta in mezzo: una colazione seduto, un’ora d’aria in più con sua figlia, un “sì” a una visita medica senza incastri impossibili. Numeri piccoli che pesano tantissimo.

Una mozione non è un cantiere, è una rotta. Tradotta: studio di fattibilità (PFTE), tracciato comparato, stima costi-benefici, primi dialoghi con Ministero e Regione. Il bivio tecnico è chiaro: tracciato in galleria o in superficie protetta, nodo di scambio con parcheggi e bus, interferenze con servizi esistenti. Ogni scelta cambia budget, tempi, rumore, opportunità. Qui si misura la distanza tra sogno e binario.

Dal voto ai cantieri: cosa succede ora

Il metodo parte semplice: un PFTE fatto bene in 6–9 mesi, alternative di tracciato messe sul tavolo, una conferenza dei servizi che non sia un rituale. Mappare domande reali (spostamenti, orari, flussi), pensare al capolinea come a un hub, non a un tappo. *La differenza la fanno i dettagli: un parcheggio scambio fluido, un bus navetta veloce, un marciapiede allargato dove serve davvero*.

Capita a tutti quel momento in cui ti chiedi se cambierà qualcosa, o resterà tutto com’è. Qui contano le piccole azioni: rispondere ai questionari pubblici, portare casi d’uso chiari, segnalare i colli di bottiglia quotidiani. Diciamolo: nessuno lo fa davvero ogni giorno. Ma bastano dieci minuti ben spesi, quando il Comune apre l’ascolto, per tradurre una lamentela in una traccia di progetto.

Il clima è di prudente entusiasmo. C’è chi teme tempi biblici, chi chiede garanzie su rumore e cantieri, chi sogna bici sui nuovi corridoi protetti.

“Non vogliamo promesse, vogliamo orari. Il giorno in cui vedrò il primo treno arrivare a Castel di Marmo, allora sì che ci crederò.”

Piccolo promemoria pratico per orientarsi nei prossimi mesi:

  • Calendario: quando esce lo studio e come seguire le tappe.
  • Partecipazione: dove inviare osservazioni e proposte concrete.
  • Servizi ponte: bus espressi e parcheggi temporanei durante la transizione.
  • Impatto locale: rumore, traffico di cantiere, percorsi alternativi.
  • Benefici attesi: minuti risparmiati, frequenze, connessioni con altre linee.

Una città che si allunga

Roma è una mappa fatta di attese. Ogni prolungamento che oltrepassa il raccordo cambia l’idea stessa di periferia, rimescola le distanze, apre possibilità dove c’era soltanto logistica. Non esistono bacchette magiche, esiste una sequenza di passi giusti e pochi alibi. La mozione è il primo: politico, simbolico, ma anche operativo. Da qui in avanti la parola passa ai tecnici, ai quartieri, a chi ogni giorno fa i conti con chilometri e coincidenze. Un prolungamento non è una curva sulla cartina: è un patto tra chi progetta e chi sale a bordo. Forse non arriverà domani mattina. Eppure l’idea di vedere la **mozione approvata** trasformarsi in un tabellone che annuncia “Castel di Marmo – prossimo arrivo” ha già un peso sul presente. Racconta a voce alta che il confine può essere attraversato.

Punto chiave Dettaglio Interesse per il lettore
Moção e direzione Impegno ufficiale a studiare il prolungamento della Linea B oltre il GRA Capire che non è uno slogan: ora partono atti e studi
Passi tecnici PFTE, confronto tracciati, conferenza dei servizi, ricerca fondi Sapere cosa succede nei prossimi 6–18 mesi
Impatto quotidiano Meno coincidenze, parcheggi scambio, bus rapidi, nuova accessibilità Tradurre il progetto in minuti risparmiati e comfort

FAQ :

  • Che cosa prevede esattamente la mozione?Impegna il Comune ad avviare lo studio di fattibilità per estendere la Metro B fino a Castel di Marmo, indicando le fasi, gli attori coinvolti e le priorità di interscambio.
  • Quando potrebbero partire i lavori?Dipende da esito del PFTE, autorizzazioni e finanziamenti. Scenario realistico: progettazione avanzata in 1–2 anni, cantierizzazione solo dopo.
  • Quale potrebbe essere il tracciato?Sono sul tavolo ipotesi in galleria o in sede protetta di superficie, con capolinea hub e parcheggi di scambio oltre il raccordo. La scelta verrà dal confronto tecnico.
  • Quanto potrebbe costare il prolungamento?Il range cambia molto in base alla soluzione tecnica. Le stime arriveranno con il PFTE e includeranno opere, mitigazioni e servizi connessi.
  • Ci saranno soluzioni ponte prima dell’arrivo dei treni?Sì, tipicamente bus express dedicati, potenziamento dei parcheggi e adeguamenti viari per alleggerire l’ultimo miglio verso la B.

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