In Lombardia c’è un percorso di trekking verso le cascate della Val Vertova

In Lombardia c’è un percorso di trekking verso le cascate della Val Vertova

C’è chi cerca il mare, chi fugge in cima alle vette. E poi ci sono i posti come la Val Vertova, dove l’acqua scivola tra rocce di porfido e il verde chiaro ti ripulisce i pensieri. Una valle bergamasca che inizia stretta e si apre in pozze turchesi, con un sentiero semplice che accompagna fino a piccole cascate, guadi e ponticelli. La domanda è: quanto basta davvero per sentirsi via di casa, ma dentro qualcosa di vivo?

Due bambini passano a piedi scalzi stringendo sandali bagnati, le ginocchia impolverate e un gelato che cola. L’aria sa di erba e pietra umida. Un papà finge di lamentarsi del parcheggio lontano, ma ride: sa che tra cinque minuti la fatica non avrà più nome. L’acqua qui ha un colore che non ci si dimentica. Poi arrivi al primo ponticello di legno e la voce del fiume raddoppia. E qualcosa ti si allenta dentro. Una promessa, forse.

Val Vertova, l’acqua che ti cammina accanto

Il sentiero che porta alle cascate della Val Vertova non è una sfida d’alta quota: è una compagnia. Cammini su un fondo facile, tra mulattiere e tracce di bosco, sempre con il torrente alla tua sinistra che cambia tono a ogni curva. **Il sentiero della Val Vertova è uno di quei posti che fanno bene alla testa.** Le pozze smeraldo punteggiano il percorso come virgole di freschezza, e il rumore cade dalle rocce in una trama che copre i pensieri rumorosi. Capita a tutti quel momento in cui l’urbanità si stacca come un’etichetta vecchia: succede già al secondo guado.

Una signora che incontro tiene un asciugamano steso sulle spalle, come un mantello. Racconta che viene qui da trent’anni, quando Agosto morde e Bergamo suda, e che le cascatelle “piccole ma testarde” l’hanno crescuta assieme ai figli. Prende un respiro, entra nell’acqua fino ai polpacci, poi si ferma e ride di gusto: “È fredda come una verità che non vuoi sentire”. Poco più avanti, un ragazzo prova a risalire un gradino di roccia con le mani, e quando arriva in cima non urla: si guarda attorno come a chiedere permesso. La valle ti educa senza farla pesare.

Perché funziona? Perché la Val Vertova combina facilità di accesso e sensazione di fuga. Pochi dislivelli, tempi elastici (puoi girare i tacchi quando vuoi, o spingerti fino alle cascate più nascoste), paesaggio che non stanca mai perché cambia a scatti: strettoie, pozze calme, salti d’acqua. Il suono continuo del torrente fa da metronomo al passo, e l’ombra degli ontani regola la temperatura. Diciamoci la verità: nessuno lo fa tutti i giorni. Ma sapere che c’è, a quaranta minuti da una rotonda piena di traffico, è già metà della cura.

Come farlo bene: ritmo, stagioni, piccole scelte che contano

La mossa più semplice è anche la più efficace: partire presto. La luce del mattino accende il verde e tiene la valle per te, con l’acqua che sembra più chiara e le rane ancora timide. Scarpe leggere con suola che morde la roccia, un paio di sandali da acqua nello zaino, e si gioca facile sui guadi. Porta uno strato in più, perché il fresco di fondo valle ti sorprende pure in luglio. L’itinerario classico segue il torrente in morbido saliscendi; prendi i ponticelli quando li vedi, e se una passerella è bagnata, appoggia la pianta del piede piena, non le punte. Il corpo ringrazia.

Due errori comuni? Sottovalutare la folla d’estate e andare dopo forti piogge. La prima roba toglie poesia, la seconda aggiunge rischio: l’acqua si sporca, le pietre diventano sapone. Meglio primavera e inizio autunno, quando il sole è gentile e la valle respira piano. Se vieni con bambini o cane, niente fretta: pause in riva, giochi con i sassi piatti, acqua fino alle caviglie. **La cascata non è un luna park: va presa con rispetto.** Piccola nota pratica: informati su eventuali regolazioni locali nei weekend estivi, capita che entrino in vigore limiti o prenotazioni per proteggere l’area.

Camminando senti che ogni rumore ha un suo posto: i passi, l’acqua, le voci. E quando la cascata si mostra tra due rocce, la valle ti parla.

“Non devi conquistarmi” mi dice un’escursionista con lo zaino bagnato. “Devi solo stare qui quanto basta.”

Poi torna il pratico, perché serve:

  • Periodo top: aprile-giugno e settembre-ottobre, luce bella e meno affollamento.
  • Attrezzatura minima: scarpe con grip, sandali da torrente, telo e maglia asciutta.
  • Family friendly: sì, con attenzione ai guadi; il passeggino no.
  • Parcheggi: aree dedicate nel paese di Vertova, spesso a pagamento nei weekend.
  • Meteo: evita giorni subito dopo temporali; l’acqua si alza e il fondo scivola.

Una valle che ti riguarda, anche se non cammini

La Val Vertova non chiede performance. Offre un ritmo che si può portare a casa: camminare piano, guardare l’acqua lavorare la pietra, accettare che un posto famoso sia ancora capace di intimità. Resta l’eco di un’idea semplice: non serve andare lontano per sentire qualcosa di vasto. E non serve avere il piano perfetto per vivere un’ora buona. Ci si trova a parlare con sconosciuti, a condividere un sasso piatto, a ridere di un guado andato male. Magari ne esci con la voglia di invitare un’amica, un padre, o di tornare da solo un mercoledì qualunque. La strada la conosci già, il resto lo decidi tu.

Punto chiave Dettaglio Interesse per il lettore
Accesso facile da Bergamo Si raggiunge Vertova in Val Seriana, sentiero ben segnato lungo il torrente Gita modulabile in mezza giornata, senza logistica complicata
Pozze turchesi e cascatelle Guadi, ponticelli e tratti ombreggiati perfetti in mezza stagione Esperienza sensoriale fresca, ideale per foto e pause
Stagioni intelligenti Meglio primavera e inizio autunno; estate affollata e scivolosa dopo piogge Massimizzare bellezza e sicurezza scegliendo il momento giusto

FAQ :

  • Come si arriva alla Val Vertova?Da Bergamo si segue la Val Seriana fino a Vertova. Parcheggi segnalati in paese e breve tratto su strada/sterrato verso l’imbocco del sentiero lungo il torrente.
  • Il percorso è adatto ai bambini?Sì, se abituati a camminare e con attenzione nei guadi. Meglio scarpe con buona aderenza e tempi lenti, tante pause vicino all’acqua.
  • Quanto dura l’escursione fino alle cascate?Variabile: tra 1 e 2 ore a/r per i tratti più frequentati, di più se si esplorano pozze e salti d’acqua. Conta il tempo delle soste.
  • Serve prenotare o pagare un ticket?In alta stagione talvolta vengono introdotte regole locali o accessi contingentati nei weekend. Verifica comunicazioni del Comune di Vertova prima di partire.
  • Cosa portare nello zaino?Acqua, snack, maglia asciutta, sandali da torrente, crema solare, mini-kit di primo soccorso e una busta per riportare indietro i rifiuti. Sembra poco, farà la differenza.

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