C’è un paesino, una gola verde e un arco di pietra così audace che sembra scena madre di un film. La domanda non è “se andarci”, è “quando parti?”.
La mattina ha quel passo lento che solo i borghi sanno concedersi. A Lanzo Torinese l’aria profuma di legna e pane, la Stura risale dal fondo come un respiro freddo, e il selciato vibra sotto i passi. Un signore con la bici saluta senza fermarsi, il ponte appare all’improvviso tra due case: un solo arco, sottile e alto, che taglia il cielo come una lama quieta. *Mi fermo, inspiro, aspetto il primo raggio che rimbalza sulla pietra.* La luce apre il giorno, il giorno apre la storia. Qualcosa chiama.
Un arco solo, mille storie
Il Ponte del Diavolo di Lanzo Torinese non ha bisogno di effetti speciali. È un’unica campata gotica del 1378, piantata sopra la Stura come un salto riuscito al primo colpo. Cammini e senti la pietra cambiare temperatura sotto le suole, senti che quel vuoto non è vuoto: è spazio raccontato, cucito tra due sponde.
C’è chi arriva per una foto e resta mezz’ora in silenzio. Una coppia tira fuori due miasse dalla carta, un ragazzo posa lo zaino a terra e guarda l’acqua come si guarda un vecchio film di famiglia. **Il ponte sembra piegare il cielo.** Abbiamo tutti vissuto quel momento in cui un luogo ti mette la mano sulla spalla e ti dice “fermati un attimo”. Qui succede spesso.
Perché sembra uscito da un film? Le proporzioni sono da scenografia: l’arco slanciato incornicia la gola, la trama del granito cattura il sole e lo rimanda in schegge sottili, il rumore dell’acqua copre il resto del mondo. La carreggiata stretta costringe a rallentare, il parapetto alto ti obbliga a guardare avanti. E quell’edicola votiva, a metà, aggiunge il dettaglio che fa scattare la memoria antica.
Trucchi da insider per viverlo davvero
Vai presto. L’alba riempie la gola di vapori e rende la pietra quasi rosata. Scendi al livello dell’acqua seguendo i sentieri segnati intorno all’imbocco lato paese: pochi minuti e l’arco esplode sopra la testa, geometria pura. **Scatta prima che il borgo si svegli del tutto.** Poi risali piano e attraversa: ascolta il ponte con le scarpe. Funziona.
Evita il mezzogiorno d’estate: luce dura, ombre crude, foto piatte. Porta scarpe con grip, il lastricato può essere umido. Se piove, meglio rimandare: la Stura monta e il vento in gola fischia. Diciamocelo: nessuno lo fa davvero ogni giorno. Non inseguire il drone a ogni costo, qui la magia sta a misura d’uomo. E se incontri chi scende col cane, cedi il passo e sorridi: ti torna indietro.
Un anziano mi ha detto:
“A Lanzo non ci si passa: ci si arriva. E se ascolti, il ponte parla piano.”
Portati una borraccia e un po’ di tempo, regalati due giri di andata e ritorno, cambia lato della strada a metà, prova a stare zitto per un minuto. Ecco un promemoria da salvare:
- Migliore luce: alba e ultimo pomeriggio
- Punto wow: dal greto, poco a valle, con l’arco intero
- Momento quieto: feriali, tra le 8 e le 10
- Piccolo rito: tocca la pietra all’ingresso e fai un desiderio
Leggende, stagioni, ritorni
La leggenda del patto col Diavolo scivola tra i sassi come l’acqua tra i massi: si costruì in una notte, si pagò con un’anima, si ingannò il Maligno con un cane. Le storie servono a reggere il peso del coraggio che ebbero davvero i costruttori. In inverno la brina ricama il parapetto, in autunno il bosco attorno diventa rame, d’estate l’ombra rinfresca i passi dei curiosi. **Portate via solo foto e rispetto.** A primavera, il fiume canta più forte e il ponte sembra alleggerirsi, come se avesse voglia di ridere. Le Valli di Lanzo attorno fanno da scenografia naturale: dalle borgate in pietra ai sentieri corti che sfiorano l’acqua, ogni deviazione è un microfilm da girare con gli occhi.
Andare a Lanzo per il Ponte del Diavolo è un gesto semplice che mette a fuoco tutto il resto. Ti accorgi che il tempo non è una linea, è un arco: stai nel mezzo, sospeso tra il “com’era” e il “cosa sarà”. Vieni con chi ami, o da solo, e guarda cosa succede al tuo passo quando la pietra ti chiede attenzione. Magari te ne vai con più domande che risposte, e va bene così. Una foto non basta, due non spiegano. Raccontalo a voce, condividilo in viaggio, lascia che qualcuno ti chieda: dove si trovano ancora posti così?
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| Ponte del Diavolo (1378) | Un’unica campata gotica sulla Stura di Lanzo | Unico e fotogenico, a un’ora da Torino |
| Migliori momenti | Alba e tardo pomeriggio, feriali | Luce morbida, meno persone, foto migliori |
| Vivere il luogo | Discesa al greto, attraversamento lento, ascolto | Esperienza sensoriale, non solo “spuntino foto” |
FAQ :
- Dov’è il Ponte del Diavolo di Lanzo?Nell’abitato di Lanzo Torinese (TO), all’imbocco delle Valli di Lanzo, seguendo le indicazioni per il centro storico e la gola della Stura.
- Si può scendere fino all’acqua?Sì, ci sono tracce e scalette vicine al ponte: percorsele con calma e scarpe adatte, specie dopo pioggia.
- Qual è l’orario migliore per fotografarlo?Alba e ultimo pomeriggio: la luce radente disegna le pietre e apre la profondità della gola.
- È adatto a bambini e cani?Sì, il passaggio è pedonale e breve; tenere i cani al guinzaglio e fare attenzione ai bordi e ai sentieri verso il greto.
- Serve un biglietto o ci sono restrizioni?No, il ponte è libero e gratuito; informarsi solo su eventuali lavori o eventi locali che limitano l’accesso.









