Pensavo a una scorciatoia contro la noia del pomeriggio. Invece ho aperto una finestra che sapeva di sale.
Il convoglio era fermo a La Spezia Centrale, caldo di ferro e di voci, i trolley inciampavano tra i gradini. Mi sono seduto senza logica, lato sinistro, vicino al finestrino appena rigato di salsedine. Alla partenza, il treno ha inghiottito la città ed è entrato in una galleria scura, lunga come un respiro trattenuto. Ne è uscito di botto su un blu che sembrava finto. **Il mare entra in carrozza.** Gente con scarpe da trekking, zaini leggeri, bambini con in mano una focaccia unta. “Riomaggiore prossima fermata”, ha detto la voce metallica. Poi Manarola, Corniglia, Vernazza, Monterosso. Ogni nome un colpo al cuore, un’istantanea. E io lì, col naso attaccato al vetro, a capire di colpo che quel regionale “a caso” non lo era affatto. La sensazione non m’ha più lasciato.
Il regionale che non ti aspetti: la linea delle Cinque Terre
La linea tra La Spezia e Levanto è un giocattolo serio: rotaie cucite tra roccia e mare, oleandri e scogliere. Vedi i vigneti pizzicare i pendii, i muretti a secco, i muri color pastello che si aggrappano alle creste. Il treno fende decine di gallerie e, ogni volta che riemerge, cambia luce. Un secondo prima buio, un secondo dopo un’aquila che vola sul blu. Il cervello si ricalibra, come un obiettivo.
Alla fermata di Vernazza sono saliti due pescatori, mani grosse e risate piccole. Si sono messi in piedi nel vestibolo a guardare fuori, come si guarda la tv dopo cena. A Manarola è entrata una coppia di sposi ancora con il riso tra i capelli. Ho contato almeno tre lingue diverse in quattro sedili. *Capita a tutti quel momento in cui la vita sembra infilarsi in un vagone e sedersi accanto.* Numeri? Qui passano milioni di viaggiatori all’anno e, nei mesi caldi, un regionale ogni 15-20 minuti. Eppure resta una corsa di paese, con la puntualità della marea.
Perché “il più panoramico”? Per il contrasto. Buio-luce, roccia-mare, silenzio-applauso del vento. Questo binario ha il ritmo di un montaggio cinematografico: tunnel stretti, poi **il finestrino è un cinema**. Le stazioni sono balconi sull’acqua e la geologia fa da scenografa. Qui i binari non dominano il paesaggio, ci si appoggiano piano, quasi chiedendo permesso. L’occhio ringrazia, l’orologio si dimentica di muoversi.
Come godersi il viaggio: posti, orari, piccoli trucchi
Se parti da La Spezia verso Levanto, scegli il lato sinistro per più scorci di mare. In direzione opposta, siediti a destra. Mattino presto per colori morbidi, tardo pomeriggio per ombre scolpite. Tra Riomaggiore e Vernazza tieni la macchina fotografica in standby: le uscite dalle gallerie regalano secondi d’oro. A Monterosso, appena fuori dal tunnel, c’è un respiro di costa che vale un poster.
Porta un panno morbido per il vetro: una passata e il blu fa pace con l’obiettivo. Evita l’auricolare fisso, lascia che le voci ti raccontino la tratta. Se puoi, sali in testa o in coda per una visuale più calma. Diciamocelo: nessuno lo fa davvero tutti i giorni. Ma quando capita, fai un piccolo sforzo e lascia lo zaino a terra, le mani libere, lo sguardo largo. **Non servono filtri.**
Gli errori tipici? Sedersi a caso nei giorni affollati e poi lamentarsi della ressa. Arrivare a mezzogiorno d’agosto e sperare nel vagone vuoto. Confondere “fare foto” con “vedere”. Meglio scegliere una corsa di metà mattina o al tramonto, respirare gli scali, scendere una fermata e risalire. Lento non è tardi, qui. Il controllore mi ha detto una frase che mi porto ancora dietro.
“Su questa linea la gente non corre: ricomincia a guardare.”
- Siediti lato mare: sinistra da La Spezia, destra da Levanto.
- Occhio alle gallerie: fuori l’orizzonte scappa in fretta.
- Fazzolettino per il vetro, acqua e una focaccia in tasca.
- Corsa di metà mattina o tramonto per luci morbide.
- Salta giù a Vernazza o Manarola, riprendi il treno successivo.
E adesso tocca a te: quale finestrino scegli?
Non tutti i regionali nascono per stupire. Eppure ci sono linee che ti sfidano a cambiare passo. Questo mare, questi pendii, questa luce ti chiedono solo di essere presente. A volte basta un sedile qualunque, un finestrino pulito e il tempo giusto. Poi la scena si scrive da sola.
Ho lasciato il treno a Levanto con una sensazione buffa: ero partito per caso, tornavo con un posto in più nel cuore. La luce sapeva di limone e di sale, e non esagero. Ho capito perché qualcuno la chiama la corsa più panoramica: non per la cartolina, ma per come ti costringe a guardare. Il paesaggio ti entra dentro e si fa silenzio. Il resto, onestamente, non conta.
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| Lato del sedile | Sinistra da La Spezia a Levanto, destra al ritorno | Massimizza gli scorci sul mare senza spostarti |
| Momento giusto | Mattino presto o tramonto per luci morbide e ombre lunghe | Foto migliori e esperienza più tranquilla |
| Ritmo del viaggio | Scendi a una fermata, riprendi la corsa successiva | Vivi il paesaggio, non solo lo attraversi |
FAQ :
- Quanto costa un regionale tra La Spezia e Levanto?Biglietto base da pochi euro, nelle stagioni di punta può esserci un supplemento “Cinque Terre”. Conviene verificare sull’app Trenitalia il giorno prima.
- Qual è il lato migliore per vedere il mare?Verso Levanto siediti a sinistra, verso La Spezia a destra. Se trovi posto in piedi nel vestibolo, la vista è ancora più ampia.
- In quale orario c’è meno gente?Fuori dai weekend, metà mattina e tardo pomeriggio. Evita la fascia 10:30–14:30 in alta stagione.
- Posso scendere e risalire con lo stesso biglietto?Il biglietto regionale vale un numero limitato di ore e una sola direzione; con la card locale puoi fare stop multipli nella tratta.
- Serve prenotare il posto?No, i regionali non hanno posto assegnato. Arriva qualche minuto prima per scegliere il lato finestrino che preferisci.









