Nelle case recenti stanno già abbandonando i termosifoni tradizionali: tutti preferiscono questa soluzione

Nelle case recenti stanno già abbandonando i termosifoni tradizionali: tutti preferiscono questa soluzione

Non è solo moda, è un modo diverso di abitare.

Nel cantiere di una palazzina in classe A4, il capocantiere mi fa entrare in un appartamento quasi finito. Il pavimento è ancora coperto da teli, i muri odorano di vernice fresca, le finestre sigillate. Eppure l’aria è tiepida, uniforme, senza sbalzi. Cammino in calze e sento un tepore diffuso, come un abbraccio sotto la pelle del pavimento. Le pareti sono pulite: nessun termosifone, nessuna griglia. Solo spazio. Il tecnico indica una centralina nell’armadio tecnico: una macchina compatta, tubi ordinati, un display che segna 32 °C di mandata. “Lavora quasi in punta di piedi”, mormora. Lo sguardo corre alla grande vetrata, al balcone che guarda il cortile. Niente più tubi a vista, niente ronzio. La rivoluzione è silenziosa. E si vede solo se sai dove cercare.

Perché i termosifoni stanno uscendo di scena

Chi costruisce oggi, sceglie sempre meno i radiatori tradizionali. Spazio in più, polvere in meno, comfort più stabile, bollette più gentili: è questa la combinazione che spinge verso il riscaldamento radiante a bassa temperatura. Le nuove abitazioni sono più isolate, scaldarle richiede meno “potenza di fuoco”. I termosifoni nascono per mandare acqua calda, spesso caldissima. I sistemi radianti lavorano tiepidi, ma h24, e riempiono le stanze di un calore uniforme. Sparisce l’effetto “faccia al sole, schiena al freddo”. E le pareti tornano libere.

Prendiamo un trilocale nuovo a Bergamo, 95 metri quadri, infissi triplo vetro e cappotto. La famiglia che entra a novembre trova un impianto a pavimento abbinato a una pompa di calore e quattro piccoli termostati di zona. Mandata a 33 °C, set a 20,5 °C. Dopo il primo inverno, il conteggio è semplice: consumo elettrico aggiuntivo coperto per metà dal fotovoltaico condominiale, spesa netta ridotta di circa un terzo rispetto all’appartamento precedente con caldaia e radiatori. Non è un caso isolato. Nei cantieri che seguo, i costruttori dicono che ormai più della metà delle nuove unità va così, e nelle villette la percentuale sale ancora.

La logica dietro è chiara. Le pompe di calore danno il meglio a basse temperature, con COP che può stare tra 3 e 4 nelle giornate standard. Un pavimento radiante chiede esattamente quello: acqua tiepida. Il massetto accumula calore, smussa i picchi, mantiene stabile il microclima. Le stanze non “sbolliscono”, l’umidità relativa resta più gradevole, la polvere non si carbonizza su superfici roventi. I termosifoni hanno una risposta rapida, sì, ma nelle case ben isolate la rapidità serve poco. Serve continuità. E il radiante gioca in casa.

La soluzione preferita: radiante + pompa di calore, come farla funzionare bene

Il cuore sta nella taratura. Temperatura di mandata tra 28 e 35 °C, curva climatica cucita su misura, sonda esterna ben posizionata. Zona giorno e zona notte con regolazioni gentili, senza “on/off a scatti”. Se vuoi anche raffrescare con lo stesso impianto, servono deumidificatori canalizzati e una logica che impedisca condensa nel massetto. Serve isolamento sotto il pavimento, passo tubo adeguato nelle stanze più fredde, collettori accessibili. Piccole attenzioni fanno la differenza: alzi mezzo grado la sera, non tre. Il comfort arriva piano e resta.

Gli errori più comuni? Trattare il radiante come un termosifone. Aumentare bruscamente la mandata quando senti freddo, spegnere tutto in tua assenza per mezza giornata, tenere le porte perennemente aperte tra zone con set diversi. “È capitato a tutti quel momento in cui si alza la temperatura a caso e si spera nel miracolo”. Funziona una volta, poi no. Diciamoci la verità: nessuno regola i cronotermostati stanza per stanza ogni mattina. Per questo serve una base ben impostata e poche regole semplici da rispettare. Meno smanettamenti, più coerenza.

“Il comfort non si misura in gradi ma in come vivi le stanze. Se non ci pensi, l’impianto sta lavorando bene.”

  • curva climatica personalizzata: evita salti, accompagna il meteo
  • mandata bassa e costante: consumi più dolci, rumorosità quasi zero
  • zone separate con logica chiara: giorno vivace, notte più fresca
  • deumidifica estiva se usi il radiante per raffrescare
  • filtri puliti e macchina ben ventilata: la tranquillità del sistema sta anche qui

E poi un trucco semplice: lascia che l’impianto lavori di notte, quando l’energia costa meno o arriva dal fotovoltaico accumulato. Il massetto fa il resto.

E adesso?

L’uscita di scena dei termosifoni tradizionali non è nostalgia, è evoluzione. Case più strette ai consumi, impianti che parlano la lingua dell’elettrico, pannelli fotovoltaici sul tetto e macchine compatte al posto delle caldaie. Il pacchetto più scelto è chiaro: pavimento radiante e pompa di calore, spesso con VMC e recupero di calore. Nelle ristrutturazioni dove rompere i pavimenti è complicato, entrano pannelli radianti a soffitto o a parete e fan coil a bassa temperatura, discreti e rapidi. Restano domande vive: quanto investire oggi, quanto ridurrà domani la bolletta, come combinare comfort e abitudini reali. Ogni casa ha il suo carattere. Ogni famiglia il suo ritmo. La direzione è tracciata, il resto lo scrivono i dettagli quotidiani. E le stanze che impariamo ad ascoltare.

Punto chiave Dettaglio Interesse per il lettore
Radiante + pompa di calore Mandata 28–35 °C, comfort uniforme, consumi più stabili Calore morbido e bollette più prevedibili
Regolazione smart Curva climatica, zone giorno/notte, sonda esterna Meno smanettamenti, più benessere reale
Alternative in ristrutturazione Pannelli radianti a soffitto, fan coil low-temp, VMC Soluzioni snelle senza demolizioni pesanti

FAQ :

  • I pavimenti radianti fanno male alla salute?Il calore è diffuso e a bassa temperatura, non crea correnti calde secche. La temperatura superficiale resta intorno ai 26–29 °C: percezione naturale, niente “gambe pesanti” se l’impianto è progettato bene.
  • Quanto costa installare un radiante in una casa nuova?Indicativamente 50–80 €/m² per il solo pavimento radiante, a cui sommare la pompa di calore e accessori. La forbice dipende da marca, isolamento, superfici e numero di zone.
  • Posso raffrescare con lo stesso impianto?Sì, con una pompa di calore reversibile e deumidifica dedicata. Serve controllo della condensa e logica che limiti la temperatura del massetto nelle giornate umide.
  • In una casa vecchia conviene eliminare i termosifoni?Si può fare, ma prima vanno rivisti isolamento e serramenti. In alternativa, fan coil a bassa temperatura o pannelli radianti a soffitto danno risultati ottimi senza rifare i pavimenti.
  • Le pompe di calore sono rumorose e costose da mantenere?Le moderne sono molto silenziose, specie con posa corretta e antivibranti. La manutenzione è leggera: pulizia filtri, controllo annuale, verifica gas. Costi gestibili e prevedibili.

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