Reflusso laringofaringeo: cos’è e perché non basta il classico antiacido (santé légère = ok)

Reflusso laringofaringeo: cos'è e perché non basta il classico antiacido (santé légère = ok)

Voce roca al mattino, tosse secca che non passa, sensazione di muco in gola senza raffreddore. Lo chiamiamo “mal di gola” e prendiamo l’antiacido di sempre. Eppure qualcosa non torna quando il fastidio risale ogni sera e accompagna ogni parola.

È una maestra, mostra la bottiglietta d’acqua come fosse un portafortuna. “Mi schiarisco la gola cento volte al giorno”, dice, e beve un sorso. Nessun bruciore di stomaco, zero acidità dopo i pasti. Solo quella voce velata che al mattino suona come carta vetrata, poi migliora e torna stanca verso sera. Nel rumore delle tazzine, scivola un dubbio semplice: e se non fosse il solito reflusso? Una domanda corta, che punge.

Cos’è davvero il reflusso laringofaringeo

Il **reflusso laringofaringeo (LPR)** non assomiglia al classico bruciore che sale dallo sterno. È più subdolo: micro-gocce di contenuto gastrico che raggiungono laringe e faringe, irritando corde vocali e mucose. Quasi sempre senza fiamme nello stomaco. La pepsina, enzima digestivo, si “aggancia” ai tessuti della gola e resta lì, pronta a riattivarsi con piccoli stimoli acidi, anche una spremuta.

Pensa a un cantante che perde brillantezza nelle note alte, o a chi lavora al telefono e sente un nodo perenne in gola. Tanti raccontano colpi di tosse secchi, alitosi intermittente, voce roca al risveglio, bisogno continuo di schiarirsi. Alcune ricerche parlano di percentuali a due cifre tra chi ha disfonia cronica e tracce di LPR. Non serve avere reflusso “forte”: bastano episodi silenziosi, ripetuti, per infiammare. Ci siamo passati tutti, quel momento in cui la voce tradisce proprio quando serve.

Perché il **classico antiacido non basta**? Queste compresse neutralizzano l’acido nello stomaco per poco tempo. Il LPR non è solo acidità: c’è movimento del contenuto verso l’alto, c’è pepsina che si attiva e disattiva, c’è talvolta reflusso poco acido o misto. I PPI funzionano bene sul bruciore tipico, ma nel LPR il beneficio può essere parziale. Serve ridurre gli episodi, proteggere le mucose e cambiare i momenti in cui il reflusso trova strada.

Cosa funziona davvero: gesti e routine

La mossa più concreta è la regola delle 3 ore: ultimo pasto leggero almeno tre ore prima di coricarsi. Alza la testata del letto di 10–15 cm, non bastano due cuscini molli. Dormi sul fianco sinistro, favorisce lo svuotamento dello stomaco. Mastica una gomma allo xilitolo dopo i pasti: stimola saliva, che tampona e “lava” la gola. Piccoli sorsi d’acqua tiepida tra una chiamata e l’altra. Sono gesti semplici, ripetuti, che cambiano la giornata.

Gli errori frequenti? Saltare la cena, poi “recuperare” tardi con snack salati o dolci. Affidarsi alla menta per rinfrescare l’alito, aprendo il cardias e facilitando i risalti. Bere agrumi al mattino a stomaco vuoto e chiedersi perché la voce graffi. Diciamoci la verità: nessuno lo fa davvero tutti i giorni. Si inciampa. Va bene così, l’idea non è la perfezione ma una direzione chiara, con due-tre abitudini pilota che reggono il resto.

Una frase da appendere al frigorifero: la gola guarisce più lentamente dello stomaco. Ci vogliono settimane per calmare una laringe irritata. Un otorino mi disse una volta:

“Nel LPR non curi il fuoco, curi la cenere che resta e si riaccende al primo soffio.”

Per tenere la cenere quieta, ecco un promemoria rapido:

  • Taglia per un po’: alcol, cioccolato, menta, pomodoro, spezie piccanti, bevande gassate.
  • Scegli: cotture semplici, porzioni piccole ma frequenti, acqua non ghiacciata.
  • Prova gli alginati dopo i pasti e prima di dormire: formano una barriera meccanica.
  • Evita lo “schiarire” continuo: bevi un sorso, deglutisci, fai un respiro nasale profondo.

Perché un farmaco da banco non risolve da solo

Gli antiacidi classici fanno bene il loro mestiere: tamponano l’acido libero. Non chiudono la porta tra stomaco ed esofago, non riducono i micro-risalti notturni, non disinnescano la pepsina già attaccata alle mucose. LPR significa contatto ripetuto tra secrezioni gastriche e gola. Serve combinare barriere fisiche, tempi dei pasti, idratazione mirata, voce usata con cura. Una voce si salva anche nel silenzio giusto.

Un esempio reale: Paolo, 38 anni, zero bruciore, ma tosse secca serale da mesi. Antiacido al bisogno, sollievo di un’ora e poi punto a capo. Ha cambiato due cose: ha spostato la cena alle 19:30 e ha sollevato il letto con due rialzi. Ha aggiunto un alginato dopo cena e una gomma allo xilitolo nel tragitto verso casa. Dopo tre settimane, meno colpi di tosse, alitosi quasi sparita. Nessuna magia, solo leve piccole ben piazzate.

Gli inibitori di pompa possono avere un ruolo, specie se coesiste il reflusso “classico”. Nel LPR isolato l’effetto può essere modesto. Gli alginati, invece, creano una “zattera” che ostacola le risalite, senza agire sul pH. La logopedia vocale aiuta a spezzare il circolo vizioso di tosse e “grattata” laringea. **Strategie quotidiane** che spostano l’ago più del pillolone miracoloso. Parola di chi ci lavora e di chi ci è passato.

Una sintesi aperta, da portare a voce bassa

Il LPR è come una goccia che scava: non fa rumore, ma lascia il segno. Non cerca soluzioni lampo, chiede costanza gentile e una mappa semplice. Il piatto giusto all’ora giusta, l’acqua al momento giusto, un letto che pende leggermente dalla parte della gola felice. E sì, qualche rinuncia temporanea che alleggerisce subito la giornata.

Non servono dieci regole, ne bastano due che diventano abitudine. Un antiacido occasionale potrà dare una mano, **ma non è il timoniere di questa barca**. La voce chiede rispetto, e la gola sa ringraziare quando smettiamo di “punzecchiarla” mille volte al giorno. Un passo dopo l’altro, senza inseguire trigrammi di diete o perfezioni.

Se ti riconosci in queste righe, raccontalo. Condividere i trucchi veri – la gomma masticata nel traffico, il cuscino in meno, la cena spostata – ha un effetto domino. Le storie fanno strada, e la strada, a volte, sa guarire meglio di un bugiardino.

Punto chiave Dettaglio Interesse per il lettore
LPR senza bruciore Voce roca, tosse secca, nodo in gola e alitosi intermittente Riconoscere i segnali “silenziosi”
Perché l’antiacido non basta Non riduce episodi, pepsina attiva anche con pH basso Evitare false soluzioni e perdere tempo
Gesti che aiutano Pasti 3 ore prima, testata del letto sollevata, alginati, xilitolo Azioni immediate, concrete e a basso costo

FAQ :

  • Che differenza c’è tra LPR e reflusso “classico”?Nel reflusso gastroesofageo tipico prevalgono bruciore e rigurgito; nel LPR i sintomi sono laringei: raucedine, tosse, nodo in gola, voce stanca.
  • Si può avere LPR senza nessun bruciore?Sì. Molte persone riferiscono solo disturbi alla gola, specie al mattino o la sera.
  • I PPI funzionano nel LPR?Possono aiutare se c’è anche bruciore tipico; nel LPR puro l’effetto è variabile e spesso parziale.
  • Gli alginati sono sicuri ogni giorno?Gli alginati agiscono come barriera meccanica; molti li usano dopo i pasti e prima di dormire, secondo indicazione professionale.
  • Quanto tempo serve per stare meglio?La laringe guarisce lentamente: spesso servono 4–8 settimane di abitudini costanti per notare un cambiamento stabile.

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