La domanda ritorna ogni autunno, quasi come un rito domestico: meglio tenere il termostato sempre su una temperatura costante oppure accendere solo quando serve? Alcuni giurano sul “basso e continuo”, altri non sopportano l’idea di scaldare una casa vuota. In mezzo, la vita reale: orari spezzati, bambini che si svegliano, riunioni su Zoom con la sciarpa al collo. E un dubbio che resta, testardo.
Alle 7:12 scatta un clic secco, come un metronomo invisibile. Dalla finestra, la luce è bianca e il vetro appanna mentre sposti le tazze nel lavello. Il termostato segna 18,5°C, il pavimento è appena tiepido, le pantofole fanno il loro mestiere ma non benissimo. Senti quel calore che sale piano, e ti chiedi se non stai pagando per scaldare muri freddi da capo ogni mattina. Tuo vicino dice che lascia sempre 19°C, tutta la notte, giura che spende meno. Tu ricordi gennaio scorso, contatore che correva. E ti domandi: dove sta il confine tra comfort e spreco? E se la domanda fosse sbagliata?
Costante o a scatti: cosa succede davvero in casa
La casa disperde calore verso l’esterno, a una velocità che cresce con la differenza di temperatura tra dentro e fuori. Se tieni sempre 20°C con 5°C fuori, la differenza resta alta per ore e ore. Se fai salire il calore solo nelle fasce in cui vivi gli ambienti, la differenza si accende e si spegne. Le pareti, però, non sono solo “aria”: accumulano calore e lo restituiscono piano. *Le pareti hanno memoria di calore.* E quel che non vedi è il tempo che serve a ricaricarle ogni volta che parti da freddo.
Un esempio concreto aiuta. Chiara e Marco, 85 mq in zona Torino, cappotto assente, caldaia a condensazione recente. Un inverno hanno tenuto 19°C costanti H24; l’inverno dopo hanno usato una base a 17,5°C con due rialzi dolci: 6:30–8:30 e 18:00–22:00, a 19,5°C. Stessa media climatica, stesse abitudini. Conti alla mano, risparmio intorno al 9% e comfort più stabile nelle serate. Dato che torna con una regola semplice: secondo ENEA, abbassare di 1°C può valere circa il 6% di consumo in meno. Il punto è dove e quando togli quel grado.
La fisica non vota, funziona. Se hai una caldaia a condensazione, rendimenti migliori arrivano con acqua di ritorno tiepida e cicli lunghi, non con picchi violenti. Una pompa di calore odia gli “strappi” perché il suo COP cala quando chiedi temperature alte di botto. Radiatori in ghisa? Inerzia alta, amano la regolarità. Ventilconvettori? Scaldano in fretta, raffreddano in fretta. Appartamento in mezzo al condominio, sopra e sotto riscaldato? Disperdi meno. Casa indipendente in collina, esposta al vento? Disperdi di più. La regola unica non esiste.
Impostazioni furbe: la strategia che funziona davvero
Una strada pratica c’è: usa un “setback” intelligente. Mantieni una base lieve quando non ci sei o di notte, 17–18°C, così le superfici non crollano al freddo. Nelle fasce vissute alza a 19–20°C con anticipo di 30–60 minuti, modulando. Valvole termostatiche per stanza, cucina che beneficia del forno, camera da letto più fresca. Con pompa di calore, lavora su curve climatiche e mantieni più costante, limando i picchi. Con pavimento radiante prediligi continuità, con piccoli ritocchi sull’anticipo. Piccoli passi, grandi effetti.
Gli errori sono sempre gli stessi. Spegnere tutto per otto ore e pretendere tepore in dieci minuti. Posizionare il termostato su una parete fredda e credere al numero come fosse legge. Scaldare corridoi vuoti e far patire il bagno. Abbiamo tutti vissuto quel momento in cui apri la finestra “solo un attimo” e butti fuori mezz’ora di calore. Diciamocelo: nessuno lo fa davvero ogni giorno. Meglio una routine realistica, che segua il tuo orologio, non quello ideale.
Servono due idee chiare e poco altro. Prima: il comfort è anche umidità e velocità dell’aria, non solo gradi. Seconda: anticipare è meglio che rincorrere. Il comfort viene prima dei numeri, altrimenti quei numeri non reggono alla vita reale.
“Tenere una base tiepida riduce il lavoro di recupero e limita condensa e muffe. La scelta del profilo dipende dal generatore e dall’inerzia della casa, non dal mito del ‘sempre acceso’ o ‘spengo tutto’.” — ing. F. Mariani, efficienza energetica
- Base consigliata: 17–18°C quando non sei in casa o di notte.
- Fasce comfort: 19–20°C nelle ore vissute, con anticipo di 30–60 minuti.
- Pompa di calore: lavora su curva climatica, evita salti >2°C.
- Termostato: lontano da correnti e pareti esterne; valvole stanza per stanza.
- -1°C medio stagionale ≈ -6% consumi, se il comfort resta accettabile.
Ognuno il suo equilibrio: tra muri, meteo e portafoglio
C’è una verità che a volte sfugge: non scaldi solo aria, scaldi la tua vita. Se vivi in un edificio ben isolato e passi fuori metà giornata, una programmazione a fasce ti premia senza sensi di colpa. Se abiti in una casa che disperde e usi una caldaia a condensazione, una base costante bassa con rialzi morbidi può bilanciare comfort e bolletta. Se hai una pompa di calore, più continuità e meno picchi è la via maestra. Il risparmio più grande arriva quando smettiamo di scaldare l’aria sbagliata, nel momento sbagliato. Il resto è ascolto: del tuo spazio, del tuo respiro, di quei minuti in cui senti che il calore è giusto.
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| Inerzia della casa | Muri pesanti e radiatori in ghisa amano cicli lunghi; strutture leggere rispondono più in fretta | Imposti orari e anticipi in base alla “lentezza” del tuo edificio |
| Tipo di generatore | Condensazione rende di più con basse temperature; pompe di calore odiano i picchi | Scelte diverse tra “base costante” e “a fasce” in funzione dell’impianto |
| Abitudini reali | Base 17–18°C, fasce 19–20°C, valvole per stanza, niente corse da 16 a 21°C | Comfort stabile e consumi più bassi senza complicarti la giornata |
FAQ :
- Meglio 20°C fissi o accendere solo quando rientro?Dipende da casa e impianto. In generale, con caldaia a condensazione e casa non isolata, una base 17–18°C con rialzi morbidi offre buon equilibrio. In edificio isolato e orari prevedibili, la programmazione a fasce funziona bene.
- E con una pompa di calore?Meno salti, più continuità. Lavora su curva climatica, mantieni temperature di mandata basse e costanti, e gioca con anticipo di mezz’ora. Evita richieste improvvise di +3/+4°C.
- Quanti gradi di notte?Per molti, 17–18°C è il dolce punto d’equilibrio. Limita condense e recuperi violenti al mattino, conservando comfort sotto il piumone.
- Chiudo i termosifoni nelle stanze che non uso?Riduci sì, chiudere del tutto può creare pareti fredde e muffe. Meglio valvole a 1–2 in locali poco usati, mantenendo un minimo di circolazione.
- Un termostato smart fa davvero risparmiare?Se sfrutti geolocalizzazione, auto-apprendimento e valvole con sensori, sì: tagli sprechi quando sei fuori e migliori la modulazione. In molte case si ripaga in una o due stagioni.









