È un gesto minuscolo, quasi automatico. Quel clic sul telecomando o la presa che resta sempre attiva, come un rubinetto aperto a goccia. La bolletta cresce mentre noi non guardiamo.
Rientro a casa tardi, la cucina è in penombra, sul mobile brilla un puntino rosso. La TV finge di dormire, la soundbar pure. Sul piano, il caricabatterie del telefono è tiepido, anche senza telefono. In salotto, la console respira in silenzio, pronta a riaccendersi in un soffio. Un LED qui, un LED là. *Sembra niente, è corrente vera.*
Il clic che non spegne davvero
La scena si ripete ogni sera: spegni col telecomando e pensi di aver chiuso. In realtà molti apparecchi restano in attesa, con funzioni sempre vigili. Aggiornamenti, sensori, modalità “pronto”.
Il router resta acceso ventiquattr’ore. Il microonde tiene vivo il display. Il decoder TV, se lo lasci in standby profondo, spesso non è profondo. **Quel clic non spegne davvero.**
A tutti è capitato quel momento in cui ti giri e vedi la casa punteggiata di lucine. Le chiami “nulla”, ma sommate fanno tanto. Non lo dici a nessuno, nemmeno a te stesso, eppure lo sai.
Nel 2023, secondo stime citate da tecnici del settore, i carichi “fantasma” possono pesare tra il 5 e il 10% dei consumi domestici. In un appartamento medio parliamo di 30–120 euro l’anno, a seconda del parco dispositivi. Una famiglia di Bologna ci ha raccontato di aver tagliato 78 euro semplicemente inserendo tre ciabatte con interruttore.
Facciamo due conti veloci. Un dispositivo che consuma 8 W in attesa, giorno e notte, brucia circa 70 kWh annui. Con un prezzo di 0,30 €/kWh, sono 21 euro per un solo apparecchio che “dorme”. Mettine cinque: TV, decoder, console, stampante, soundbar. E la cifra raddoppia in un attimo.
Cosa cambiare da stasera
Parti dal gesto opposto: spegni davvero. Metti TV, decoder e console su una ciabatta con interruttore e tagliala quando esci o vai a letto. Scegli prese smart con timer per ricaricare il telefono solo un paio d’ore, non tutta la notte.
Apri i menu di TV e console e disattiva “accensione rapida”, “avvio immediato” e sincronizzazioni inutili. Riduci la luminosità del display in standby sul microonde o spegnilo del tutto. **Una console in “quick start” può bruciare più di una lampadina spenta.**
Diciamocelo: nessuno lo fa davvero ogni giorno. È per questo che serve rendere il tutto automatico. Programmi, routine, ciabatte a portata di mano riducono l’attrito. Un’etichetta scritta a penna vicino all’interruttore funziona.
Erorre comune: staccare a caso. Il frigorifero no. Il modem si può spegnere se non usi telefoni su internet o domotica che ha bisogno di rete. I caricatori moderni consumano poco a vuoto, ma se scaldano, qualcosa sta andando comunque. **Due spine staccate a sera valgono più di mille promesse.**
Non lasciare il portatile in “sospensione” per giorni. Usa l’arresto. Stacca stampanti e altoparlanti quando non servono. Per le prese smart, disattiva i LED di status se non ti servono. Piccoli dettagli, grandi risultati.
“Ogni watt lasciato acceso 24 ore su 24 costa circa 2–3 euro l’anno. Dieci watt di standby continuo sono un caffè al mese” — consiglia un energy coach indipendente.
- Passa a ciabatte con interruttore per TV/decoder/console.
- Disattiva “avvio rapido” e “accensione da rete” nei menu.
- Prese smart con timer per ricariche e periferiche.
- Stacca caricatori vecchi e dispositivi che scaldano a vuoto.
- Riduci display/LED superflui su microonde e elettrodomestici.
Perché questo gesto pesa così tanto
La rete non dorme. Gli apparecchi in standby cercano aggiornamenti, mantengono moduli IR pronti, restano connessi al Wi‑Fi. Ogni funzione costa qualche watt. Nulla di enorme da sola, ma lavora 24/7.
La mente ignora costi che non “vediamo”. Un LED acceso non urla, non disturba. Il conto arriva settimane dopo, freddo. Lavorare sui micro-automatismi di casa è un modo gentile per riprendere il controllo senza vivere col fiato sul collo.
La sfida è trasformare un gesto in un’abitudine lieve. Una ciabatta vicino al divano. Un timer che spegne da solo. Un promemoria sul telefono, ma solo all’inizio. Poi scatta da sé, come mettere la cintura in auto. Cambia l’aria di casa, cambia il finale della bolletta.
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| Standby e “carichi fantasma” | 5–10% dei consumi domestici stimati in attesa | Capire dove scappa il denaro senza accorgersene |
| Prese e ciabatte giuste | Interruttore fisico e timer smart per tagliare la notte | Soluzioni pratiche da applicare in un pomeriggio |
| Settaggi TV/console | Disattivare avvio rapido e aggiornamenti in sospensione | Ridurre watt senza rinunciare alla comodità |
FAQ :
- Qual è il gesto che fa salire la bolletta senza che ce ne accorgiamo?Spegnere con il telecomando e lasciare i dispositivi in standby, insieme a prese e caricatori sempre attivi.
- Quanto consuma un caricabatterie lasciato inserito?I modelli recenti restano sotto 0,1–0,2 W, i più vecchi possono superare 0,5–1 W e scaldare. Meglio staccarli a fine ricarica.
- Conviene spegnere il modem di notte?Sì, se non usi VoIP, allarmi o domotica che richiede rete. Risparmio tipico 2–5 W, cioè 6–15 euro l’anno a seconda del costo dell’energia.
- Meglio standby o spegnimento completo della TV?Spegnimento completo quando non la usi per ore. Standby va bene per pause brevi, ma non tutta la notte.
- Le prese smart consumano anch’esse energia?Sì, circa 0,3–1 W. Se le usi per tagliare 5–10 W di standby, il bilancio resta favorevole.










Articolo utilissimo! In casa avevo TV, decoder e soundbar sempre in “pronto”. Ho disattivato accenzione rapida e messo una ciabatta con interruttore: in un mese la bolleta è scesa di ~7€. Non è scienza esatta, ma si vede. Ho anche programmato le prese smart per i caricatori (2 ore e stop), e il microonde ora tiene il display al minimo. Piccolo dubbio: i LED delle prese smart si possono spegnere davvero o restano sempre attivi? Grazie, perchè spiegato così è facile da seguire.